Componenti

FEDERICA DE CORDOVA

Sono ricercatrice in psicologia sociale, con una formazione clinica, e insegno psicologia transculturale. Lavoro all’Università di Verona dal 2006, dove sono entrata dopo un dottorato in Scienze dell’Educazione e della Formazione continua.

In precedenza avevo svolto attività clinica nell’ambito di servizi sperimentali per stranieri e richiedenti asilo, portando avanti lo sviluppo di strumenti di cura e e modelli di presa in carico culturalmente sensibili, in un’area di lavoro e ricerca al margine tra psicologia culturale, etnopsichiatria e antropologia medica.

Il focus della mia ricerca riguarda la relazione tra sé e cultura. In particolare sono interessata ad approfondire la costruzione del sé e la rappresentazione dell’esperienza soggettiva in relazione ai vincoli posti dal contesto culturale, e come tali vincoli influenzano sia le persone che vi rientrano sia coloro che li eccedono, andando ad indagare i processi negoziali che le persone attuano con il livello collettivo per sviluppare la propria agency.

Il mio lavoro si è svolto prevalentemente con gruppi di minoranza, in particolare nei contesti di cura psicosociale e in programmi di prevenzione e sviluppo del benessere. I miei ambiti di indagine riguardano: modelli di presa in carico e cura psicosociale dei pazienti stranieri; trauma e ridefinizione  del sé;  mutilazioni genitali femminili; trasmissione intergenerazionale in migrazione; memoria come pratica socioculturale; la scelta lavorativa nei contesti delle economie diverse; omogenitorialità e costruzione di  legami parentali non biologici.

ANTONIETTA DE VITA

Sono ricercatrice in Pedagogia generale e sociale all’Università di Verona. Ho cominciato il mio percorso di ricercatrice studiando la formazione al lavoro con donne adulte, la pedagogia dell’imprenditorialità, del cooperativismo e dell’autogestione sulla base di una pratica cooperativa maturata nella cooperativa Studio Guglielma. Ricerca e creazione sociale.
Negli ultimi anni i miei interessi mi hanno portata verso i temi della formazione e del lavoro nelle economie diverse, alternative, solidali e di giustizia. La riflessione femminile e femminista rappresenta sin dall’inizio del mio percorso, una prospettiva ermeneutica significativa per interrogare non solo le dimensioni educative della riflessione di genere ma anche la creazione di contesti capaci di generare partecipazione, attivazione e capacitazione.

Il mio lavoro di ricerca si sviluppa in tre linee intrecciate tra di loro:
1. Processi formativi e lavoro;
2. Educazione alla partecipazione e alla progettazione partecipata, alla cittadinanza attiva globale, all’educazione ambientale e ai beni comuni in contesti urbani e rurali;
3. Pensiero femminile ed educazione di genere: pratiche di civiltà nelle relazioni, violenza maschile sulle donne, saperi femminili in educazione.

MARCO DERIU

Sono ricercatore in “Sociologia dei processi culturali e comunicativi" e docente di “Sociologia della comunicazione politica e ambientale” presso il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma.

Sono Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Giornalismo e cultura editoriale. Faccio parte dell’Associazione per la Decrescita e dell’Associazione Maschile Plurale e della redazione del quadrimestrale “La società degli individui”.

Faccio parte dell’Associazione per la Decrescita, dell’Associazione nazionale Maschile plurale e delle associazioni locali Maschi che si immischiano e del Circolo della differenza di Parma.

I miei interessi scientifici riguardano gli studi sui generi e sulle generazioni, la violenza maschile, le dimensioni culturali e comunicative nei processi internazionali, con particolare riferimento alla globalizzazione, ai conflitti per le risorse, alla decrescita, alle economie solidali, alle pratiche di solidarietà e cooperazione internazionale. Attualmente mi sto occupando in particolare del rapporto tra Democrazia ecologica, decrescita ed ecofemminismo.

Sono autore dei volumi La fragilità dei padri. Il disordine simbolico paterno e il confronto con i figli adolescenti, Unicopli, Milano, 2004; Dizionario critico delle nuove guerre, Emi, Bologna, 2005; Acqua e conflitti, Emi, 2007; Sguardi stranieri sulla “nostra” città, (insieme a Parma per gli altri), Battei, Parma, 2015. Ho curato i volumi: Gregory Bateson, Bruno Mondadori, Milano, 2000; L’illusione umanitaria. La trappola degli aiuti e le prospettive della solidarietà internazionale, EMI, Bologna, 2001; Guerre private, Il ponte, Bologna, 2004 (con P. Montanari e C. Bazzocchi); Sessi e culture. Intessere le differenze, Edicta, Parma, 2008; Il dolce avvenire. Esercizi di immaginazione radicale del presente, Diabasis, Reggio Emilia, 2009 (con A. Bosi e V. Pellegrino); Il futuro nel quotidiano. Studi sociologici sulla capacità di aspirare, Egea, Milano, 2012 (con O. de Leonardis); Davide e Golia. La primavera delle economie diverse, Jaca Book, Milano, 2013 (con L. Bertell, A. De Vita, G. Gosetti); Verso una civiltà della decrescita. Prospettive sulla transizione, Marotta&Cafiero, Napoli, 2016. Ho inoltre curato i due quaderni: Anche gli uomini possono cambiare. Il percorso del centro LDV di Modena, Regione Emilia Romagna, Bologna, 2012; Il continente sconosciuto. Gli uomini e la violenza maschile, Regione Emilia Romagna, Bologna, 2012.

FRANCESCA FORNO

Sono professoressa associata presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale (Università di Trento), dove insegno Istituzioni di sociologia, Pratiche di consumo e società e Culture and lifestyles. Sono co-fondatrice dell’Osservatorio CORES (Osservatorio su consumi, reti e pratiche di economie sostenibili) e membro dell’Osservatorio Internazionale per la Coesione e Inclusione Sociale (OCIS).

Sono stata responsabile scientifico  dell’incubatore di processo “BergamoGreen”, progetto in collaborazione tra l’Università di Bergamo e il Comune di Bergamo, volto a valorizzare e sostenere il consumo, la produzione e il commercio sostenibile e di prossimità ed è ora coordinatrice dell’analogo progetto “Nutrire Trento”, promosso da Comune e Università di Trento.

Sono autrice di articoli e volumi sui temi della partecipazione dei cittadini e dei movimenti sociali e ho condotto ricerche sul consumo critico e collaborativo. I miei lavori più recenti riguardano le reti di approvvigionamento alternative e il rapporto tra governance alimentare e territoriale e il coinvolgimento dei cittadini. Su questi temi ho coordinato e diretto un’ampia ricerca sui Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che ha coinvolto più di 1600 famiglie appartenenti a 204 gruppi attivi in Lombardia ed è ora impegnata nel progetto europeo PLATEFORMS sulle pratiche alimentari e la loro relazione con le diverse modalità di approvvigionamento, progetto finalizzato all’individuazione di quei meccanismi
che facilitano l’adozione di diete “sostenibili”, ovvero diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale, ma anche a una vita sana per le generazioni presenti e future.

Tra le mie pubblicazioni “La spesa a pizzo zero. Consumo critico e agricoltura libera: le nuove frontiere della lotta alla mafia” (Altreconomia, 2011) e “Il consumo critico. Una relazione solidale tra chi acquista e chi produce” (Il Mulino, 2016).

GIORGIO GOSETTI

Dopo aver lavorato come sociologo dirigente presso l’Azienda Sanitaria Locale di Bologna, occupandomi di pianificazione e organizzazione dei servizi, aver conseguito il Master in Amministrazione e Gestione dei Servizi Sanitari (Regione Emilia-Romagna – Università di Bologna) e il Dottorato di ricerca in Sociologia (Università degli Studi di Bologna), nel 2005 sono entrato all’Università di Verona come ricercatore e nel 2015  sono diventato professore associato nel Settore scientifico-disciplinare “Sociologia dei processi economici e del lavoro”. L’ambito nel quale finora ho tenuto insegnamenti è quello della sociologia del lavoro e dell’organizzazione, svolgendo anche attività di docenza presso università straniere (Pirkanmaa Polytechnic – Tampere University of Applied Sciences, Finland; CIEGS – Centro de Ingeniería Económica – Universidad Politécnica de Valencia, España; Universidad EAFIT, Medellin, Colombia).

Per quanto riguarda l’attività di ricerca scientifica ho coordinato e partecipato a progetti soprattutto nelle aree tematiche: (1) qualità della vita lavorativa e culture del lavoro: con particolare riferimento alla connessione con il cambiamento dei modelli organizzativi; (2) lavoro e nuove forme economiche: con particolare riferimento all’economia solidale; (3) organizzazione dei servizi: con particolare riferimento ai servizi sociali e sanitari. Su questi temi ho organizzato e partecipato a varie iniziative di disseminazione e discussione di contenuti scientifici (seminari, convegni, giornate di studi, nazionali ed internazionali, ecc.).

Sono direttore della Rivista “Economia e Società Regionale” (FrancoAngeli, Milano), membro della Redazione della Rivista “Sociologia del Lavoro” (FrancoAngeli, Milano), dell’Editorial Board della Rivista “Italian Sociological Review” e della Redazione della collana “Sociologia del lavoro. Temi e ricerche” (FrancoAngeli, Milano).

All’interno dell’Ateneo veronese attualmente sono Delegato del Rettore al Diritto allo studio e alle politiche per gli studenti e partecipo al comitato scientifico di Master di Ateneo e inter-Ateneo.

CATERINA MARTINELLI

Come ricercatrice confermata nel SSD M-GGR/01 (Geografia), mi sono occupata di temi legati alla rigenerazione urbana, all’immigrazione, al turismo e al cibo. Negli ultimi anni ho approfondito l’approccio culturale alla geografia, anche attraverso periodi di formazione e ricerca all’estero, in particolare nel Regno Unito. I miei interessi di ricerca recenti si focalizzano su:

  • Questioni legate alla produzione e circolazione di conoscenza, con focus sull’egemonia anglo-americana nella produzione di conoscenza geografica internazionale;
  • Specificità della Geografia culturale anglosassone e sue relazioni con la Geografia umana internazionale;
  • Approccio culturale alla Geografia del turismo;

Pratiche spaziali, con focus su questioni riguardanti l’identità, la corporeità, la diversità e le negoziazioni ad essa collegate