Master di I livello in Knowledge in Transition

Chi propone il Master Knowledge in Transition/Saperi in transizione?

Il Master di primo livello Saperi In Transizione – Educazione, sostenibilità e ambiente per una cittadinanza attiva globale è promosso dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona e dal suo Laboratorio di ricerca che da anni si occupa delle nuove pratiche di cittadinanza nei nuovi stili di vita, nella difesa dell’ambiente, nei nuovi modi di produzione e lavoro, nella ricerca di un benessere proprio in relazione con gli altri e il pianeta. Il Laboratorio si chiama TiLT che è l’acronimo di Territori in libera Transizione. Transizione è per noi una parola molto importante.

Perché fare questo Master?

I motivi sono molti. Il principale motivo: per dotarsi di strumenti e di consapevolezza per affrontare i cambiamenti che stiamo vivendo.
Abbiamo raccolto la domanda e il bisogno di saperi e competenze propri di una sensibilità ecologica profonda. Sono domande e bisogni che prendono voce da parte di gruppi e realtà territoriali, dai movimenti, dai cittadini più attenti, come si dice, “dal basso.
Ma quello dell’educazione ambientale è un interesse che comincia a riguardare anche chi ha funzioni politiche o chi è responsabile – all’interno degli enti pubblici o delle imprese – della progettazione e dell'avvio di servizi o prodotti attraverso processi orientati alla sostenibilità e alla tutela dell'ambiente.
Non c'è futuro per chi non si preoccupa del bene comune“. È una affermazione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in uno dei principi dell'Agenda 2030.
Quindi tutti siamo chiamati a praticare, pensare, inventare, innovare stili di vita e processi di lavoro, produzione, organizzazione in grado di tutelare l'ambiente e le vite sul pianeta.
È una questione intrinsecamente educativa e pedagogica che riguarda giustizia sociale, salvaguardia dei suoli, dell'aria, dell'acqua.  Riguarda la riarmonizzazione del nostro sistema. Riguarda la consapevolezza di essere in sintonia con il vivente. Riguarda la capacità di situarci in questa profonda crisi, che mostra tutti gli errori del passato, e porci attivamente, da protagonisti e protagoniste, in una posizione di transizione. Questo è importante per tutti e tutte ma soprattutto, e qui parlo come filosofa della formazione, per i futuri insegnanti, per insegnanti in cerca di rimotivazione, operatori, progettisti socio-ambientali.

A chi abbiamo pensato in particolare nel progettare il Master?

Alle insegnanti e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado che dovranno affrontare i nuovi programmi di educazione ambientale previsti dal Miur e dal Ministero per l'ambiente nelle sue “Linee guida all’Educazione ambientale” e dal documento UNECE 2012 intitolato “Learning for the future – Competences in education for Sustainable Development” (Apprendimento per il futuro. Competenze in educazione per lo sviluppo sostenibile).
A chi lavora nelle Agenzie Regionali per l’ambiente, enti preposti alla promozione dell’educazione ambientale.
Alle operatrici e agli operatori dei Cea (Centri di Educazione Ambientale) attivi in tutto il territorio nazionale.  Alle funzionarie e ai funzionari degli Enti locali che dovranno impegnarsi in progettualità culturali e di educazione ambientale rivolgendosi a varie fasce di cittadini/e, dai più giovani ai più anziani.
A chi opera nell’ambito della cooperazione sociale con progettualità territoriali proprie dell’educazione ambientale.
In definitiva per noi è importante puntare sulle figure professionali legate all'apprendimento e al cambiamento culturale perché questo significa investire sul futuro. Significa fare oggi “prove di futuro", come diciamo noi del laboratorio Tilt. Prove di cambiamento in una prospettiva di transizione verso un modello culturale, politico, economico, sociale capace di mettere al primo posto il vivente in tutte le sue forme.

Che altro dire?

Comitato scientifico, collegio didattico e moduli formativi hanno una caratteristica su cui lavoriamo da anni: essere interdisciplinari. Non solo perché il recente inserimento dell’educazione ambientale nei programmi scolastici non rappresenta una nuova disciplina ma un approccio interdisciplinare e multidisciplinare che attraversa tutti i livelli d’istruzione, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado, all’università, ma soprattutto perché noi crediamo nell’interdisciplinarietà da sempre.

Sia i docenti e le docenti, che sono stati scelte per la loro esperienza e competenza, che chi parteciperà al Master proverranno da diversi ambiti disciplinari: della formazione, dell’economia, del mondo giuridico, informatico, dell’ ingegneria, delle lettere e della filosofia, della medicina, e così via.

Che obiettivi ci siamo date?

Il Master si propone di formare i/le partecipanti all’acquisizione di saperi e di competenze scientifiche e professionali proprie della cultura della sostenibilità e degli ambiti ad essa connessi (cittadinanza attiva, partecipazione, sviluppo locale e di comunità, nuove forme dell’abitare e del lavorare), e di adeguare le competenze correlate alla didattica, alla progettazione e alla realizzazione di interventi/percorsi finalizzati ad accompagnare il cambiamento necessario per favorire la transizione dall’attuale modello a modelli educativi e culturali del prossimo futuro.

Come è strutturato il Master?

Il Master prevede 240 ore di didattica frontale e 12 ore di didattica outdoor più lo studio individuale, per arrivare a un totale di 1500 ore corrispondenti a 60 CFU.

È previsto un Project Work che verrà valutato nell'esame finale.
Le lezioni si svolgeranno nell’arco di un anno e i tempi sono pensati per facilitare l’accesso al Master anche a chi lavora.
Il percorso è strutturato in 5 sezioni che abbiamo individuato in:

EPISTEMOLOGIE DEL VIVENTE E CITTADINANZA GLOBALE (48 ore);
EDUCARE ALLA TRANSIZIONE (78 ore)
ABITARE IL MONDO: TERRITORI, RELAZIONI, ECOLOGIA PROFONDA(36 ore);
LAVORO E PRODUZIONE VERSO NUOVI MODELLI ECOLOGICI (36 ore);
CONSUMO RESPONSABILE E NUOVI STILI DI VITA (42 ore).